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Leonardo da Vinci, la strada è ancora lunga…

Si parla spesso delle figure nascoste che molti pittori
avrebbero più o meno velatamente dissimulato
nelle loro rappresentazioni, generalmente suscitano
molta curiosità, creano interesse perché aggiungono
un elemento di mistero all’opera, la avvolgono di un
alone di segretezza che induce l’osservatore a proiettarsi
in un mondo di significati occulti, riportandoci
involontariamente ad antiche emozioni originate da
ricordi infantili. L’immagine fiabesca rimanda la mente al fascino inconscio di castelli, belve o mostri che si materializzano dalle tenebre, in realtà di solito sono dettagli poco significativi opportunamente modificati, anche difficilmente riscontrabili poiché celati in particolari come rocce o macchie che generano l’incertezza se siano immagini volute, oppure come accade per certe forme casuali in natura, appositamente dotate di significato per un’ancestrale innata tendenza dell’uomo a dare ordine dove ordine non c’è; di solito è vera la seconda ipotesi, ma non sempre.
A volte può sussistere il dubbio se l’intenzionalità dell’artista sia solo di svago o abbia un preciso significato iconografico ed è qui che la cosa si fa  interessante, è  qui che Leonardo mostra l’abisso che lo divide dal resto del mondo […]