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Leonardo da Vinci : San Girolamo. Perchè continua a beffarsi di tutti a 500 anni dalla sua morte.

Di sicuro starà ancora ridendo sotto i baffi (e barba) osservando da lassù quante banalità, spesso false, vengono propinate all’ignaro spettatore che vuole giustamente avvicinarsi alla sua figura. Ma soprattutto a chi vuole capire le sue opere, perchè, le opere, hanno sempre la facciata pensata per la stolta moltitudine e una ben diversa narrazione sottotraccia (il reale contenuto tecnico/artistico) pensata per coloro che, ora come allora, possono essere in grado di recepirla. Il rapporto di valore tra le 2 rappresentazioni si può stimare in 1 a 100 e tutti lodano la prima come qualcosa di magnifico…cosa piuttosto divertente anche per Leonardo.

E’ straordinaria la mente umana per come si allinea al pensiero comune, alla maniera dei topi dietro il pifferaio magico; si potrebbe tradurre bonariamente nel classico non capisco, ma mi adeguo. Eppure non per forza è un male, perchè coloro che hanno avuto (pochi) la possibilità di oltrepassare l’invisibile velo che Leonardo ha posto a protezione delle sue opere hanno avuto reazioni simili e sorprendenti, ma spesso contrastanti: di esaltazione o di incredulità. Troppo grande è la differenza tra le due visioni. Eppure ciò interessa tutti i sui lavori, rendendo basilare la comprensione di questo anomalo modo di intendere la pittura.

Un esempio è il S.Girolamo, opera non particolarmente nota al grande pubblico, è un capolavoro assoluto e perfettamente finito, benchè al contrario sia unanimemente ritenuto palesemente incompiuto, solo abbozzato. E’ custodito nelle gloriose stanze vaticane, rappresenta il santo penitente che si percuote il petto con una pietra. La simbologia segue la tradizione cristiana e tutti gli stereotipi ad essa associata, compreso la figura del leone riconoscente per essere stato liberato dalla spina che gli feriva una zampa. Pertanto l’opera ripropone una visione nota anche se il dipinto, ripetiamo, non sembra finito e di incerta lettura. La rappresentazione appare comunque ambivalente, in parte si ritrovano i tratti del Leonardo più virtuoso, nella quasi fotografica rappresentazione anatomica della testa e del collo, altre parti si presentano molto scarne, quasi accennate, come la bozza del leone la cui sagoma si delinea solo nella netta demarcazione tra luci e ombre. Per questo si ritiene incompiuto. Avrebbe quindi terminato questo dipinto se avesse potuto? Del resto anche altre parti sono un gioco di luci e ombre e in effetti, per ciò che si vede, sembra palesemente incompleto.

Eppure questa particolare rappresentazione dimostra che è stata attentamente ponderata e voluta proprio in queste forme, poiché tutto è incentrato sui fasci di luce che modellano le figure  che le diverse stratificazioni considerano. Questo è un lavoro finitissimo, molto più spettacolare di ciò che sembra, trattandosi di un capolavoro di Leonardo, ma la soluzione è tanto sofisticata quanto l’incomprensione che lo accompagna. La rappresentazione, che si beffa di tutti, nasconde come sempre un mondo alternativo tutto da scoprire. Ecco perchè sarà proprio il San Girolamo il protagonista della nostra prossima mostra.

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